Made in Italy: il 92% dell'enogastronomia di qualità è dei piccoli comuni

  Martedì, 16 Gennaio, 2018 - 11:13

"Quello dei 5.567 piccoli comuni italiani, è un sistema virtuoso che rappresenta il 69,7% dei 7.977 comuni italiani e in cui vivono poco più di 10 milioni persone. Il Piemonte è la regione con il maggior numero di piccoli centri (1.067), seguito dalla Lombardia (1.055) e dalla Campania (338), ma in percentuale la più alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale è in Valle d' Aosta (99%) e Molise (92%). In queste aree le imprese attive sono quasi 890 mila, mentre gli addetti nel settore extra agricolo sono oltre 2 milioni."

 

Sono questi i dati desunti dalla ricerca realizzato da Fondazione Symbola e Coldiretti presentato a Roma, a Palazzo Rospigliosi, in occasione dell'apertura dell'anno nazionale del cibo italiano nel mondo.

 

"Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei Piccoli comuni molte delle opportunità di lavoro dei 3,9 milioni di giovani under 40 che hanno scelto di non abbandonare gli antichi borghi", ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.

 

Un patrimonio di inestimabile valore per il Bel Paese, per la cui promozione e valorizzazione, interviene oggi, dopo ben 10 anni di attesa, la Legge Realacci, una normativa importante, che promuovendo misure per il sostegno della filiera corta e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico dei borghi, tende la mano alle piccole ma importanti realtà economiche locali, che da decenni puntano sulla genuinità e sull'assoluta bontà dei loro prodotti.
 

“I Piccoli comuni – ha affermato il presidente di Symbola Ermete Realacci – non sono un peso ma una straordinaria opportunità per l’Italia: un’economia più a misura d’uomo che punta su comunità e territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi.  Qui si producono la maggior parte delle nostre Dop e Igp e dei nostri vini più pregiati, insieme a tanta parte di quel made in Italy apprezzato a livello internazionale. Possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza cancellare la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia.”

 

 

Top Tags

Argomenti più trattati

"Quello dei 5.567 piccoli comuni italiani, è un sistema virtuoso che rappresenta il 69,7% dei 7.977 comuni italiani e in cui vivono poco più di 10 milioni persone. Il Piemonte è la regione con il maggior numero di piccoli centri (1.067), seguito dalla Lombardia (1.055) e dalla Campania (338), ma in percentuale la più alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale è in Valle d' Aosta (99%) e Molise (92%). In queste aree le imprese attive sono quasi 890 mila, mentre gli addetti nel settore extra agricolo sono oltre 2 milioni."

 

Sono questi i dati desunti dalla ricerca realizzato da Fondazione Symbola e Coldiretti presentato a Roma, a Palazzo Rospigliosi, in occasione dell'apertura dell'anno nazionale del cibo italiano nel mondo.

 

"Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei Piccoli comuni molte delle opportunità di lavoro dei 3,9 milioni di giovani under 40 che hanno scelto di non abbandonare gli antichi borghi", ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.

 

Un patrimonio di inestimabile valore per il Bel Paese, per la cui promozione e valorizzazione, interviene oggi, dopo ben 10 anni di attesa, la Legge Realacci, una normativa importante, che promuovendo misure per il sostegno della filiera corta e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico dei borghi, tende la mano alle piccole ma importanti realtà economiche locali, che da decenni puntano sulla genuinità e sull'assoluta bontà dei loro prodotti.
 

“I Piccoli comuni – ha affermato il presidente di Symbola Ermete Realacci – non sono un peso ma una straordinaria opportunità per l’Italia: un’economia più a misura d’uomo che punta su comunità e territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi.  Qui si producono la maggior parte delle nostre Dop e Igp e dei nostri vini più pregiati, insieme a tanta parte di quel made in Italy apprezzato a livello internazionale. Possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza cancellare la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia.”

 

 

Tags: 
Fondazione SymbolaColdirettiEnogastronomiaLegge Realacci

Articoli correlati