Made in Emilia-Romagna

Alla conquista dei mercati internazionali

  Giovedì, 8 Giugno, 2017 - 10:14

Nel 2016 è proseguito il trend positivo dell’export agroalimentare emiliano-romagnolo.

Il controvalore complessivo di oltre 5,9 miliardi di euro è il risultato di una vistosa accelerazione delle esportazioni agricole (oltre 890 milioni, + 6,4%), a fronte di un incremento più contenuto delle vendite oltreconfine dei prodotti dell’industria alimentare (circa 4,6 miliardi, +1,7%), bevande escluse.

Grazie alla contestuale riduzione delle importazioni (-2%), si è così registrato un netto miglioramento della bilancia commerciale di settore, che per la prima volta si è avvicinata al pareggio.

I cinque principali Paesi di destinazione dei prodotti Made in Emilia-Romagna si confermano in ordine di importanza Germania (19% del totale), Francia (13,7%) e Stati Uniti (7%), seguiti da Regno Unito (6,8%) e Spagna (4,5).

Tra i mercati più ricettivi nel 2016 si segnala la galassia dei Paesi dell’ex Europa dell’est, Russia in testa (+11,4%), poi Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong tra gli asiatici, mentre a sorpresa arretrano Cina (-28,4%) e Giappone (-8,6%).

Quelli più gettonati sui mercati esteri sono i derivati del latte (663 milioni, 11,2%), che precedono le specialità a base di carne (647 milioni, 10,9%), i prodotti della macellazione, esclusi i volatili (482 milioni, 8,1%), frutta e ortaggi lavorati e conservati (458, 7,7%), condimenti e spezie (450 milioni, 7,6%).

La crescita dell’export è dovuta anche all’aumentata presenza delle aziende emiliano-romagnole sui mercati esteri, che sfiora ormai quota 3.000 (+6,2%).

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Nel 2016 è proseguito il trend positivo dell’export agroalimentare emiliano-romagnolo.

Il controvalore complessivo di oltre 5,9 miliardi di euro è il risultato di una vistosa accelerazione delle esportazioni agricole (oltre 890 milioni, + 6,4%), a fronte di un incremento più contenuto delle vendite oltreconfine dei prodotti dell’industria alimentare (circa 4,6 miliardi, +1,7%), bevande escluse.

Grazie alla contestuale riduzione delle importazioni (-2%), si è così registrato un netto miglioramento della bilancia commerciale di settore, che per la prima volta si è avvicinata al pareggio.

I cinque principali Paesi di destinazione dei prodotti Made in Emilia-Romagna si confermano in ordine di importanza Germania (19% del totale), Francia (13,7%) e Stati Uniti (7%), seguiti da Regno Unito (6,8%) e Spagna (4,5).

Tra i mercati più ricettivi nel 2016 si segnala la galassia dei Paesi dell’ex Europa dell’est, Russia in testa (+11,4%), poi Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong tra gli asiatici, mentre a sorpresa arretrano Cina (-28,4%) e Giappone (-8,6%).

Quelli più gettonati sui mercati esteri sono i derivati del latte (663 milioni, 11,2%), che precedono le specialità a base di carne (647 milioni, 10,9%), i prodotti della macellazione, esclusi i volatili (482 milioni, 8,1%), frutta e ortaggi lavorati e conservati (458, 7,7%), condimenti e spezie (450 milioni, 7,6%).

La crescita dell’export è dovuta anche all’aumentata presenza delle aziende emiliano-romagnole sui mercati esteri, che sfiora ormai quota 3.000 (+6,2%).

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Alla conquista dei mercati internazionali

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